Giorno 4: è bastato un abbraccio

Giorno 4: è bastato un abbraccio

Il leader è di per sé un costruttore: quotidianamente si impegna a creare la società in cui vuole vivere, coltiva relazioni e costruisce opportunità.

Noi, in un solo giorno, siamo stati costruttori di panchine, amicizie e ricordi.

 

Il quarto giorno la nostra avventura è iniziata per davvero infatti abbiamo finalmente conosciuto gli ambasciatori israeliani! Quella mattina ci siamo diretti in autobus verso gli uffici di LEAD e lì i ragazzi ci hanno raggiunto. Nell’istante in cui ci sono saliti a bordo hanno iniziato ad abbracciarci uno per uno e a riempirci di domande. Si respirava una grande gioia, sembrava di rivedere dei vecchi amici!

Noi, un po’ spaesati, ci siamo fatti subito coinvolgere dalla splendida atmosfera di festa e abbiamo iniziato a chiacchierare di noi stessi, di LEAD e dei nostri progetti.

Erano mesi che aspettavamo questo momento ed è stato sorprendente. Ci ha colpito molto il calore di questi ragazzi: in Italia devi chiedere per dare o ricevere un abbraccio anche tra persone con un legame stretto mentre qui avevamo trovato tanto affetto gratuito. Ben presto avremmo scoperto che non si trattava di un evento particolare ma la routine per gli ambasciatori israeliani. Per la settimana seguente, infatti, gli abbracci non sarebbero mai mancati, come anche le parole di supporto e le risate.

Abbiamo proseguito la mattinata con un workshop di falegnameria presso il Salone delle opportunità di Michal Zvili. Divisi in piccoli gruppi e armati di seghe, trapani e altri utensili abbiamo trasformato delle semplici assi di legno in un tavolo, una panchina, uno scaffale per libri e due vasi da fiori.  Questa attività ci ha permesso di metterci alla prova e di lavorare come una squadra insieme ai ragazzi israeliani, nonché di realizzare qualcosa di utile per gli altri. Infatti tutto ciò che abbiamo creato è stato poi dato in beneficienza ad una casa di riposo!

Personalmente, penso sia stata una splendida opportunità per sperimentare qualcosa di nuovo che mi ha permesso di rendermi conto di alcune capacità che non credevo di avere. Non pensavo minimamente che dovessimo creare qualcosa da zero e invece ci siamo riusciti! Ci siamo divertiti molto e, nonostante la fatica, il senso di soddisfazione finale ha ripagato tutti i nostri sforzi.

LEAD Italia incontra LEAD

Nel pomeriggio ci siamo recati in una casa di riposo per donare il frutto del nostro duro lavoro e lì abbiamo scambiato quattro chiacchiere con degli anziani che vi risiedono. In quell’occasione mi hanno colpito le parole di una signora, che ha descritto il senso di famiglia che percepisce nel suo paese: ognuno ha la sua vita ed i suoi impegni ma, in caso di difficoltà, tutti sono disposti a dare una mano per aiutare chi ha bisogno. Noi possiamo dire lo stesso dell’Italia?

Nel corso del soggiorno, l’anziana è stata solo la prima a darci testimonianza del grande patriottismo che caratterizza gli israeliani. Mi affascina l’ancoramento all’identità nazionale ed il forte senso di appartenenza di questo popolo perché è molto differente dalla situazione che percepisco nel nostro paese, dove sono sempre meno le persone che si sentono fiere di essere italiane.

Questo quarto giorno è stato importante anche perché con l’arrivo di Pietro, Alberto e Bianca, la nostra delegazione poteva finalmente dirsi al completo! I giorni precedenti si sentiva la mancanza di una parte del gruppo e quella sera tale sensazione è svanita. I tre sono stati accolti da tutti con entusiasmo e grande spontaneità. L’atmosfera era quella di essere già tutti parte di un gruppo consolidato da tempo.

Per facilitare la conoscenza abbiamo fatto un gioco: divisi in gruppi, dovevamo trovare le caratteristiche che ci accomunavano agli altri componenti e quelle che ci contraddistinguevano. È stato l’occasione per parlare di diversi argomenti personali senza freni e con grande serenità e presto ci siamo accorti che, nonostante le differenze, trovare gli elementi comuni era più facile del previsto. Non si trattava di banalità ma di tratti profondi della nostra persona. Esemplare il fatto che, in uno dei gruppi, la prima cosa che i componenti hanno trovato in comune era la volontà, nella loro vita, di aiutare le persone. Una sorta di filo conduttore che unisce LEAD in entrambi i paesi.

In seguito, abbiamo fatto un giro di presentazione con le aspettative per la settimana che ci apprestavamo a vivere insieme. Tra queste, sicuramente conoscere meglio sé stessi, trovare risposta ai propri dubbi interiori e stringere legami forti da mantenere per sempre come anche conoscere reciprocamente LEAD Italia e LEAD Israele.

I principali obiettivi per questa esperienza erano anche quelli di divertirsi e fabbricare dei ricordi per la vita e sicuramente ce l’abbiamo fatta!

Martina Pavesi

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Elettra Favotto
elettraf@leaditalia.com